Non serve comprare un'antenna nuova e quasi mai serve cambiare la TV. Nove volte su dieci l'antenna è ancora buona: è solo girata, inclinata o appesa a un palo che ha ceduto.

Un'antenna TV è fatta per prendere il segnale, non per prendere il vento. Ha una superficie larga, pesa poco ed è montata sul punto più esposto del tetto. Con raffiche come quelle del 15 luglio — oltre 100 km/h, con punte a 125 — la spinta sul boom diventa enorme e scarica tutta sul fissaggio.
Quasi mai vola via. Quello che succede è più subdolo: ruota di pochi gradi. Da terra sembra identica a prima. Ma un'antenna è uno strumento puntato su un ripetitore lontano decine di chilometri: se si sposta, il segnale che arriva al decoder crolla e i canali spariscono.
Se il palo si è mosso o un tirante ha mollato, ogni giornata di vento peggiora la situazione: l'antenna lavora sul fissaggio già lasco finché non cede del tutto. A quel punto non è più un ripuntamento, è un rifacimento — e nel frattempo c'è un pezzo di metallo che balla sul tetto.
Basta poco: cosa scrive la TV («nessun segnale», «segnale assente», o mancano solo alcuni canali), se è successo dopo martedì sera, e se l'antenna da terra sembra storta. Con queste tre cose sappiamo già cosa portare su.
Martedì 15 luglio, dalle 17:30, un fronte temporalesco ha attraversato Reggio Emilia e la Bassa. Il vento ha scoperchiato tetti, buttato giù alberi e lasciato zone senza corrente. Le antenne sono la prima cosa che cede: stanno in alto, sono leggere e prendono vento come una vela.
Fonti: Reggionline — la mappa dei danni · Il Resto del Carlino · MeteoWeb
Più passa il tempo, più il palo mosso lavora e peggiora. Chiama: rispondiamo noi e ti diciamo quando saliamo.
Reggio Emilia e provincia · risponde un tecnico